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    június 28.

    Italia al tappeto

    Oramai mi devo affidare ai miei collaboratori sapienti giornalisti per raccontarvi le vicende sportive della Confederation Cup. Ed è il secondo articolo del cadetto Damiano che si dimostra fidato partner nei momenti più complessi di questa competizione. Al contrario del "pacco-Francesco" che si dimostra bravo solo nel commentare i miei interventi :P (sempre ben accetti ovvio). Vi lascio alla lettura dell'articolo uscito nel Piccolo Gazzettino del Calciatore curato e portato avanti dal mio amico Damiano.

     

    Niente da fare, l’Italia proprio non c’è. Avevamo sperato tutti dopo la sconfitta con l’Egitto in uno scatto d’orgoglio dei nostri azzurri dinanzi al blasone del Brasile; si era pure detto da più parti che l’importante non sarebbe stato il risultato finale ma la prestazione; ebbene non abbiamo avuto né l’uno né l’altra: Brasile – Italia 3-0 secco, senza appelli o scuse di alcun genere, Italia fuori dalla Confederations Cup già al girone eliminatorio anche se per qualificarsi sarebbe bastato un semplice gol in più grazie al clamoroso tonfo dell’Egitto con gli Stati Uniti che alla fine strappano un’insperata qualificazione alle semifinali. Eppure l’inizio prometteva una sfida aperta, per i primi cinque minuti sembriamo essere in palla e ribattiamo colpo su colpo agli attacchi brasiliani, poi il crollo verticale; i verdeoro ci pressano da tutti i lati del campo, la palla è sempre tra i loro piedi, occasioni a ripetizione che solo un grande Buffon (come sempre) e per ben due volte il palo riescono a sventare; ma la fortuna è cieca e non può miracolarci a lungo, su un tiro di Maicon Luis Fabiano trova lo spunto giusto per battere il nostro portierone ed è 1-0, l’inizio della fine. Si, perché la reazione degli azzurri non arriva, il 4-3-3 impostato da Lippi non funziona proprio, la copia brutta del vecchio Luca Toni dei tempi della Fiorentina non ne prende proprio una là davanti, Iaquinta, uno dei più in forma, viene defilato sulla sinistra in un ruolo non suo fino ad essere sostituito addirittura prima della fine del tempo da Rossi, la coppia difensiva centrale Cannavaro Chiellini fa acqua da tutte le parti con Robinho e Kakà che con le loro accelerazioni ci mettono in imbarazzo a più riprese. Ecco appunto, imbarazzo è la parola giusta per descrivere la sensazione dopo il raddoppio sempre firmato dal bravo attaccante del Siviglia e poi dal tris che nasce da un clamoroso contropiede di Robinho il cui cross viene  spedito da Dossena nella propria rete nel tentativo disperato di anticipare l’attaccante brasiliano che accorreva alle sue spalle. Nel secondo tempo ci basterebbe un gol per qualificarci, Lippi si accorge che lo schema non funziona e riorganizza la squadra con un più equilibrato 4-4-2 inserendo Pepe e Gilardino al posto degli spenti Montolivo e Toni, miglioriamo un po’ producendo anche qualche occasione da gol ma l’impressione è che sia più il Brasile ad aver frenato che noi ad aver realmente accelerato. Finisce così, finisce male, forse come peggio non si poteva, ce ne andiamo dalla competizione con una sorta di consapevolezza di essere nettamente inferiori. Ora pioveranno giù un sacco di critiche a Lippi e ai suoi campioni del mondo ma forse bisognerebbe affrontare la realtà che al momento ci vede sotto come qualità di gioco e giocatori a squadre come Argentina, Brasile e Spagna. Però non bisogna essere nemmeno troppo pessimisti, in fondo manca ancora un anno al mondiale, Lippi ha sempre sostenuto che avrebbe avuto bisogno di 2 anni per formare il gruppo mondiale e sicuramente questa esperienza, anche nella sua negatività, gli fornirà indubbiamente delle indicazioni importanti. Continuo a sostenere che siamo comunque in buone mani anche se durante questa competizione ho visto il CT sbagliare più di una volta. L’unica cosa che mi spaventa forse è la testardaggine con la quale ha insistito sui “suoi” giocatori nonostante fosse evidente fossero fuori condizione, il timore è appunto che anche un grande allenatore come lui possa pagare un debito di riconoscenza verso dei giocatori che gli hanno dato tanto. Ma ripeto, questi schiaffi credo faranno bene anche a lui,meglio ricevere una doccia gelata ora che abbiamo tutto il tempo per rimediare che più avanti. Concludo il mio intervento coi promossi e i bocciati della competizione; promuoviamo il sempre verde Buffon, unico tra i campioni del mondo a confermarsi ai livelli del 2006, e il giovane Rossi, sempre pericoloso quando chiamato in causa e vera sorpresa della spedizione, una nota di merito anche per i nuovi Dossena, Pepe e Montolivo a conferma che gli inserimenti possono anche far bene al gruppo; bocciamo invece senza appello Chiellini, indubbiamente il peggiore dei 23, con la consapevolezza però che quando è in condizione può diventare un giocatore fondamentale, poi Toni, la cui avventura azzurra pare ormai al capolinea e infine proprio il CT Lippi, troppi errori da un allenatore esperto come lui, dalle convocazioni alle scelte tattiche fino alle formazioni iniziali sbagliate in 3 partite su 3. Abbiamo dunque un anno per migliorare e inserire nuovi elementi freschi per tentare di difendere perlomeno con onore un titolo di campioni del mondo che fino a prova contraria è ancora nostro. Saluto tutti quelli che ci hanno seguito in questi interventi dando appuntamento proprio al mondiale 2010, quando il buon Ivan forse alleggerito dai doveri universitari tornerà puntualmente ad aggiornarvi e farci fare quattro risate sull’avventura dell’Italia vista coi suoi occhi e soprattutto coi suoi viaggi mentali!Forza Italia!

     

    Grazie Damiano e con lui finiscono le avventure dell'Italia in questa competizione. Speriamo tutti insieme in qualche intervento più sostanzioso ai mondiali del 2010. Grazie a tutti i miei accaniti lettori (anche se gli interventi non sono finiti)

    Megjegyzések (1)

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    Gallagher Francescomegjegyzése:
    Caro Ivan avrei voluto volentieri prendere parte a questa tua breve avventura con la Confederations! Purtroppo a differenza dello sfaticato e nullafacente Tarocco, ho avuto impegni a nastro che mi hanno reso impossibile una collaborazione seria; e siccome sarebbe stato ingiusto svolgere un servizio mediocre ho preferito astenermi del tutto.
    Purtroppo debbo concordare col Tarocco Damiano: partita inguardabile nel primo tempo, più decente nel secondo anche se come ha appunto sottolineato il Tarocco, è più il Brasile ad aver frenato che noi ad aver cambiato marcia. Per il futuro mi auguro alcuni ricambi nella squadra. Fuori Toni, senza se e senza ma, inutile già agli Europei del 2008, ora è diventato proprio imbarazzante a vedersi. Dentro gente fresca, più giovane e motivata. Credo che sia inevitabile rinnovarsi se si vuole creare un gruppo nuovo per un nuovo mondiale. Vedremo come andrà a finire.
    Saluti Ivan
    jún. 30

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